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Come proteggere i bambini al sole

È tempo di vacanze, di libertà, di sole al mare, al lago, ai monti, è tempo di tintarella, ma la parola d’ordine è proteggere la pelle del bambino, di qualsiasi età. La pelle di un bambino è morbida, sensibile e delicata è per questo bisogna tenere conto di alcuni consigli utili per evitare situazioni a volte anche gravi.

Ecco 10 consigli utili di come proteggere i bambini al sole:

 

1 • Tenete i neonati e i bambini piccoli al riparo dal sole quanto più è possibile durante il primo anno della loro vita, una scottatura in un bambino piccolo può essere molto seria.

2 • Controllate l’orario. I raggi solari sono più intensi tra le 10 e le 14 (11 e le 15 con orario legale).

3 • Coprite il bambino ad alto rischio, con carnagione chiara, capelli biondi rossi e occhi chiari, con un cappello, una maglietta a maniche lunghe e pantaloni lunghi. Usate tessuti a trama fitta e a doppio strato quando possibile. Per i neonati usate una carrozzina con capotte , mentre per un bambino più grande usate un passeggino con un ombrellino.

4 • Usate un filtro solare. Le sostanze che filtrano i raggi solari dannosi sono un elemento importante nel programma di protezione. Più alto è il fattore di protezione, maggiore è la garanzia offerta.

5 • Fate attenzione alle luci riflesse; molte superfici, come sabbia, cemento, neve, possono riflettere radiazioni nocive. Anche il sedersi all’ombra o sotto l’ombrellone non garantisce una protezione, lo stesso vale per le giornate nuvolose, quando l’80% delle radiazioni solari raggiungono la terra.

6 • Fate attenzione specialmente a certe altitudini e latitudini. Dai 300 metri sul livello del mare in su, la radiazione aumenta del 4 o 5%, e quanto più vicini si è all’equatore, tanto più forti sono i raggi solari.

7 • Evitate l’abbronzatura artificiale compresi i lettini solari, le lampade, i riflettori. Le radiazioni emesse da queste sorgenti luminose, sia raggi ultravioletti A che B, possono essere pericolose e il motto che esse “sono più sicure del sole” è falso. L’uso di pillole abbronzanti non è raccomandato a causa degli effetti collaterali tossici che sono stati attribuiti ad alcuni dei loro ingredienti.

8 • Non mescolare il sole con alcuni farmaci. La fotosensibilità, caratterizzata da esantemi, arrossamento e/o gonfiore, può essere l’effetto collaterale di alcuni farmaci. Consultate il vostro medico o il farmacista.

9 • Esaminate la pelle del vostro bambino regolarmente, come la vostra. Cercate ogni escrescenza che sia comparsa, macchie che danno prurito, lividi, cambiamenti dei nei o macchie cutanee. Il cancro della pelle è estremamente raro nei bambini e poco comune negli adolescenti. Tuttavia, la preoccupazione e la cura per la salute della pelle deve essere appresa fin dall’infanzia.

10 • Date esempio al vostro bambino. I principi qui sottolineati devono essere applicati a persone di tutte le età. Usate queste semplici misure per proteggere la vostra pelle e sicuramente il vostro bambino adotterà più facilmente l’abitudine di proteggere la sua pelle dal sole.

Paura del dentista – Anzola Medika

I bambini e la paura del dentista

Si sa che il primo approccio è la cosa più importante per un bambino, per ogni cosa nuova il primo ricordo è quello che condiziona l’approccio anche per il futuro. Quindi è fondamentale nel caso del dentista, scegliere una figura abituata a lavorare con i bambini. La paura del dentista può diventare una vera e propria fobia, che ha anche un nome “odontofobia”, cioè il timore del dottore, del suo camice e dei suoi attrezzi di lavoro. Questo tipo di stato d’animo sarebbe sempre meglio evitare che insorga. Bisogna sempre far pensare ai nostri figli che le visite dal dottore sono una cosa naturale, che tutti vanno dal dentista, i genitori, gli amichetti e che questo serve per avere sempre un bel sorriso e che sorridere bene è una bella cosa, che serve anche ad essere felici. Ogni dottore specialista, sa come affrontare un bambino spaventato, se lavora con loro da tempo, quindi la metodologia per tranquillizzare vostro figlio potete condividerla con il dentista, il quale farà scoprire al bambino gli strumenti più innocui, come lo specchietto per guardare i denti, la poltrona che si muove, la luce che aiuterà a vedere meglio, spiegando tutto quello che farà al vostro bambino.

Alcuni consigli per superare la paura del dentista:

1 – Scelta del medico: Non tutti i dentisti sono uguali, trova un dentista che sappia davvero rapportarsi con i bambini e assicurati di non mostrare la tua ansia, per non innervosire il piccolo.

2 – Normalità: parla spesso con il tuo bambino dell’importanza della visita dal dentista. In questo modo sembrerà sempre di più qualcosa di routinario e normale.

3 – Attenzione alle parole: racconta al bambino che la visita dal dentista serve per contare i denti e controllare il sorriso e usa toni positivi come “denti forti e sani”, aiuta a immaginare una visita divertente.

4 – Regolarità: fai che la visita sia un qualcosa di regolare, per esempio una volta ogni sei mesi. Andare dal dentista solo quando c’è un problema più serio fa spaventare il bambino che assocerà ad ogni visita dolore e negatività.

5 – Preparati: è molto comune che il bambino si lamenti, pianga o non voglia essere visto dal medico. L’importante è mantenere la calma davanti alle eventuali lacrime, non mostrare ansia e lasciare che il dentista ti guidi: per esempio potrebbe chiederti di tenere la mano al bambino.

6 – Iniziare presto: si consiglia la visita quando il primo dente erompe o entro il primo anno di età. Iniziare presto fa si che il bambino si abitui e si possano prevenire eventuali problemi.

Ozonoterapia

Ozonoterapia per le carie del piccolo paziente

L’ozonoterapia per le carie del piccolo paziente permette di trattare in modo assolutamente rapido e indolore tutti i dentini evitando loro ogni tipo di trauma derivante dall’uso di anestesia e trapano.

L’ozonoterapia è un processo curativo ottenuto attraverso l’utilizzo di una miscela di ossigeno ed ozono. È considerata una terapia di tipo “naturale” proprio perché si avvale di questi due elementi presenti in natura e permette di intervenire in maniera rapida, delicata, sicura ed efficace contro la carie.

La carie è un processo patologico multifattoriale, il cui sviluppo richiede la presenza di carboidrati fermentabili, di batteri, di superfici di attacco, di proteine e di substrati per il nutrimento dei microbi. L’ozono è in grado di annientare in pochi secondi i batteri responsabili della carie, di eliminare le proteine acide e di ristrutturare smalto e dentina attraverso la deposizione di calcio e fosfati dalla saliva.

Come viene eseguita l’ozonoterapia?

Di fondamentale importanza è diagnosticare precocemente una carie e laddove si riscontrano valori patologici si procede alla terapia. La terapia con l’ozono in caso di lesioni cariose di piccola entità è senza dolore, senza anestesia e senza trapano e avviene grazie ad un apparecchio che entra in funzione solo se si mantiene una sigillatura intorno al dente per mezzo di una coppetta in silicone. Alla fine del trattamento, che dura da 10″ a 60″, tutto l’ozono viene aspirato e ritrasformato in ossigeno, infine si applica sul dente un liquido rimineralizzante, e si congeda il piccolo paziente. Il trattamento all’ozono, in più, inibisce il futuro sviluppo di carie secondaria sotto la nuova otturazione e riduce il pericolo di successivi dolori.

Nel caso invece di carie molto estese o di vecchie infiltrazioni cariose dei margini di vecchie otturazioni, l’ozono viene utilizzato per “sterilizzare” la sostanza cariata, impedendo che la carie progredisca rendendo più agevole il trattamento ricostruttivo.

L’ozono terapia risulta essere quindi non solo efficace, ma addirittura consigliabile per la modalità di cura dei pazienti. Evitare un intervento è già di per sé un sollievo, in più le caratteristiche indolore e senza effetti collaterali del trattamento con ozono ne fanno la scelta migliore per tutti i casi di carie.

Postura

Cos’è e a cosa serve la postura?

Molto spesso ci accade di avere dolori alla testa, alla schiena, alle articolazioni delle ginocchia o delle spalle, che sembrano non passare mai o che sembrano ritornare continuamente nonostante tutte le terapie prescritte da fisioterapisti, ortopedici, osteopati o fisiatri.
Il dolore cronico che accusiamo spesso non è riferito alla zona in cui compare, ma riconosce la vera causa in un luogo più distante.
Negli ultimi tempi è facile sentire dagli stessi terapisti che non riescono a sconfiggere il nostro dolore questa frase:
“ Forse potrebbe essere un disturbo posturale… oppure potrebbe essere tutto legato ai denti… “

Vediamo un po’ di chiarirci le idee !

La postura è l’atteggiamento del corpo nel confronto con l’ambiente e deriva da informazioni che riceviamo dai nostri sensi (occhio, orecchio, muscoli, etc.).
In base a questi riferimenti noi assumiamo un certo atteggiamento.
Siamo come un computer che riceve dei segnali in entrata (visione, appoggio dei piedi, masticazione, senso dell’equilibrio), li elabora e fornisce delle risposte in uscita
(posizioni del corpo, postura). La Buona Postura crea un buon equilibrio muscolare, privo di dolore e serve a combattere la forza di gravità che ci schiaccerebbe al suolo.

Quindi la Postura serve a farci stare in piedi e diritti!

I 2 vertici di questo equilibrio sono la testa e i piedi e in mezzo si trova la colonna vertebrale che trasmette i segnali tra le due stazioni.

Se compare un disturbo a livello dei sensori della testa, ovvero gli occhi, le orecchie e i denti, oppure a livello dei piedi, ecco comparire molti altri disturbi ai diversi livelli della colonna vertebrale (collo, dorso, lombi) o a livello di articolazioni più lontane come le spalle o le ginocchia.

Il legame tra denti e postura

Non tutti sanno che c’è uno stretto legame tra occhi, denti e piedi, mantenuto da tutte le catene muscolari che uniscono tutte le varie parti del corpo.
Questo sistema è un profondo controllo involontario che la postura applica al corpo umano.

Quindi, per aggiustare il nostro computer non servono solo le terapie locali sulla zona del dolore, ma è necessario impostare una sistematica analisi dei vari sensori bloccati o malfunzionanti (occhi, denti, piedi) e impostare una terapia di riequilibrio .

Qualsiasi errore di trasmissione tra la testa e i piedi può generare un problema posturale ed essere la causa di un dolore cronico che non passa o che ritorna.

Bisogna riconnettere la trasmissione dei dati!

Quindi sì, esiste un legame tra denti e postura. Infatti gli errori più frequenti sono proprio agli occhi, ai denti e ai piedi.

La visita occluso-posturale prevede l’analisi della posizione del corpo, della visione, dell’appoggio dei piedi e della masticazione dei denti. Dalla visita riusciamo a fare una diagnosi e quindi una terapia per riportarci verso l’equilibrio perduto.

Quando si soffre di dolori muscolari, articolari, alla testa come emicrania e cefalea, ai lombi come sciatalgie o ernie del disco forse non si comprende che la vera causa è la cattiva postura e la errata masticazione.
Se riorganizziamo un corretto equilibrio, correggendo la funzione degli occhi, dei piedi e soprattutto controlliamo accuratamente la masticazione, il corpo generosamente risponde con efficienza e benessere.

 

(Fonte articolo: Dott.ssa Lina Azzini)

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La gnatologia di cosa si occupa?

QUAL È LO SCOPO DELLA GNATOLOGIA?

 

Si tratta di una branca dell’Odontoiatria che si occupa di studiare fisiologia, patologia e le funzioni della mandibola (masticazione, deglutizione, fonatoria, posturale) e, oltre a questo, studia la correlazione che si può creare tra i mascellari, denti, articolazioni temporo-mandibolari, muscoli che muovono i mascellari e il sistema nervoso che comanda i suddetti muscoli, compresa la lingua.

 

La gnatologia ha lo scopo di ripristinare la normalità tra condio mandibolare, fossa glenoidale e disco articolare.

 

Per ristabilire la corretta funzione è necessario ricorrere a manufatti ortodontici prevalentemente di resina e metallo (bite) che, intervengono sulla mandibola e la riposizionano nella sede corretta, rilassando al contempo i muscoli masticatori e gli altri muscoli interessati.

Gli studi effettuati fino ad oggi hanno dimostrato che le alterazioni della masticazione e dei rapporti mandibolo-mascellari sono definiti da patologie delle articolazioni temporo-mandibolari, nonché di squilibri cranico-cervicali che si riflettono su tutta la colonna vertebrale. Per recuperare un miglior stato di salute e interrompere l’evoluzione del processo patologico è fondamentale che la diagnosi venga effettuata correttamente, sia dal punto di vista clinico sia strumentale, così da consentire di stabilire la corretta terapia da seguire.

 

Nell’interazione tra tutte le strutture interessate, a volte è possibile che il quadro clinico metta in evidenza una maggior prevalenza di disordini temporomandibolari, dolori orofacciali, parafunzioni in stato di veglia, bruxismo, apnee ostruttive durante il sonno e russamento.

Per mezzo di uno strumento diagnostico di ultima generazione come la pedana stabilometrica, lo Gnatologo può valutare l’equilibrio della persona e le eventuali alterazioni indotte da interferenze occlusali sulla simmetria muscolare e con i dati ricavati, può determinare la corretta terapia da seguire, adatta al paziente.

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Cos’è Invisalign?

COME FUNZIONA INVISALIGN?

 

Prima ancora di iniziare il trattamento, grazie a un software virtuale, avrai la possibilità di vedere l’aspetto che avranno i tuoi denti durante tutta la durata del trattamento, constatando così quello che sarà il risultato.

La prima cosa da fare è quella di prendere le impronte dei tuoi denti e verificare sia possibile utilizzare Invisalign per il raggiungimento dello scopo, ovvero un sorriso bello e con i denti allineati. Una volta ultimata questa verifica, si può procedere con lo sviluppo del piano di trattamento adatto a te, sulla base delle impronte prese precedentemente e inserite all’interno del software.

Durante il trattamento dovrai indossare una serie di aligner personalizzati in base alle tue esigenze, che dovranno essere sostituiti ogni due settimane. Tramite questo processo i tuoi denti inizieranno a spostarsi per raggiungere la posizione ideale, fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato che corrisponde con il termine del trattamento. In questo arco di tempo, che coincide con l’inizio e la fine della terapia, sarà necessario programmare alcune visite di controllo, per verificare i progressi e che tutto proceda nel modo corretto.

L’apparecchio ortodontico Invisalign garantirà risultati migliori e più rapidi se verrà indossato per almeno 22 ore al giorno, rimuovendolo per mangiare e assicurandosi di rispettare la propria igiene orale.

 

ALCUNI VANTAGGI DEL TRATTAMENTO INVISALIGN:

  • Le mascherine risultano invisibili e nessuno saprà che le stai indossando
  • Sono rimovibili quindi per le occasioni importanti potrai toglierle
  • Non dovrai cambiare le tue abitudini, mangiando e bevendo ciò che più ti piace
  • Non verrà compromessa la tua igiene orale e diminuiranno eventuali problemi di irritazione all’interno della bocca
  • Non è un trattamento invasivo e i controlli da effettuare dal dentista sono ridotti e molto veloci (visita di controllo)
  • Nella maggior parte dei casi i risultati saranno visibili nell’arco di 6 mesi o 1 anno

 

RISULTATI GARANTITI

Oltre 2,5 milioni di persone hanno utilizzato Invisalign.

Esistono quindi più di 2,5 milioni di storie differenti che riguardano questo trattamento ortodontico.

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Che legame c’è tra i denti e la postura?

Quali correlazioni esistono tra la postura e i denti?

 

C’è un legame molto stretto tra la postura e i denti, gli occhi e i piedi. Per mantenere in buono stato il nostro “computer” interno, è molto importante non sottovalutare dolori che, all’apparenza, possono riguardare solo determinate zone del corpo, ma che in realtà sono in stretto contatto con altre.

Per questo motivo è da prendere in considerazione anche il fatto che terapie circoscritte alle zone di dolore, possono non essere sufficienti a risolvere il problema, quindi è importante effettuare un’analisi più approfondita dei vari sensori bloccati o malfunzionanti (occhi, denti, piedi) e predisporre una cura basata sul riequilibrio del corpo. Ogni tipologia di trasmissione che non dovesse funzionare correttamente nel collegamento tra testa e piedi, può generare un problema di postura ed essere la causa di dolori cronici che non cessano o che tornano di tanto in tanto. Per questo motivo è necessario intervenire per riconnettere la trasmissione tra le parti in maniera corretta e funzionale.

È quindi assodato che esista un forte legame tra la postura del corpo e i denti. I problemi più frequenti infatti sono legati agli occhi, ai denti e ai piedi.

Molto spesso quando si soffre di dolori muscolari, articolari, alla testa come emicrania e cefalea, ai lombi come sciatalgie o ernie del disco forse non si comprende che la vera causa è la cattiva postura e la errata masticazione. Dalla visita occluso-posturale che prevede l’analisi della posizione del corpo, della vista, dell’appoggio dei piedi e della masticazione, si può in seguito fare una diagnosi approfondita per poi poter procedere con una terapia mirata a ristabilire l’equilibrio perduto nel nostro organismo.

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Le Storie della Buonanotte di Anzola Medika: La Bella Addormentata nel Bosco

La Bella Addormentata nel Bosco

C’era una volta un re, ricco e potente, che vive va con una giovane e bella regina. Ma erano tutti e due molto tristi perché non avevano figli. Finalmente, dopo tanto tempo, nacque una bella bambina. Il giorno del battesimo si fece una grande festa, alla quale furono invitate anche le sette fate del regno, le quali fecero i seguenti doni: la prima fata: «Sarai la più intelligente del regno»; la seconda fata: «Avrai la grazia e la gentilezza»; la terza fata: «Sarai la più bella del reame»; la quarta fata: «Sarai la più amata»; la quinta fata: «Avrai per sempre la salute»; la sesta fata: «Avrai la felicità». La settima fata non poté annunciare il suo dono perché in quel momento, preceduta da un grande bagliore, arrivò una vecchia fata cattiva che non era stata invitata, perché tutti la credevano ormai morta. E io ti dico che, quando diventerai grande, ti pungerai un dito con un fuso, ti uscirà del sangue e mo- rirai! Queste parole fecero tremare di paura tutti gli invitati, perché la vecchia fata era più potente delle altre. No! – intervenne la settima fata che non aveva fatto ancora il suo dono. – Anche se non sono più potente di questa vecchia, posso sempre attenuare la sua malvagità. lo dico: Tu, principessa, non morirai, ma ti addormenterai per cento anni, finché il figlio del re non romperà l’incantesimo e ti sposerà!  La vecchia strega sparì rabbiosa, avvolta in una fiamma, e tutti tirarono un sospiro di sollievo. La festa continuò per tanti giorni. Il re ordinò che sparissero dal castello e dall’intero regno tutti i fusi, tutti gli aghi, tutti gli oggetti a punta che potevano ferire le dita o qualunque parte del corpo. La bambina cresceva felice. Passarono diciotto anni. II re e la regina, con la figlia ormai cresciuta, decisero di passare un periodo di riposo in un loro castello di campagna. Un giorno, la principessa volle visitare anche la torre del castello. Salì tutti i mille e duecento scalini che la portarono in cima. Lassù, in fondo ad uno stretto corridoio, aprì una porticina e, in una piccola stanza, vide una buona vecchietta che filava con un fuso. Era una vecchia un po’ sorda e non aveva sentito bene l’ordine del re che proibiva di tenere i fusi. Oh, che cosa fate qui, che cosa è questo? – disse la giovane incuriosita. E, prima che la buona vecchietta le rispondesse, la principessa toccò il fuso, si punse un dito e ne uscì una goccia di sangue. Subito, la giovane cadde a terra come, morta. Nello stesso momento la vita nel castello si fermò. Tutte le persone rimasero immobili: il cuoco in piedi con un. mestolo in mano, un servo con tre bottiglie in braccio, il re che si grattava la testa, la regina che si aggiustava una ciocca di capelli, tutti fermi negli atteggiamenti più strani, immobili. Perfino le mosche nelle stalle non si mossero più… Tutti furono immersi in un sonno profondo. Sul castello regnò un silenzio di tomba. Allora, immediatamente, intorno al palazzo cominciarono a crescere con rapidità, fitti fitti, i rovi, le siepi, l’edera. Ben presto i cortili e le strade furono coperti dalle piante nessuno avrebbe potuto dire che lì, poco tempo prima, c’era la vita. Passarono cento anni e, un po’ alla volta, la gente si dimenticò del castello, scomparso alla vista di tutti. Un giorno, però, il giovane principe di un lontano reame arrivò da quelle parti e sentì da un uomo molto vecchio, che a sua volta l’aveva sentita da suo nonno, la storia della Bella Addormentata. Allora, il principe si avviò verso il castello, senza sbagliare, perché lo guidava, invisibile, la settima fata. A mano a mano che camminava, tutti i rovi, le siepi, l’edera del bosco si aprivano per lasciarlo passare. Ad un certo punto si fermò sorpreso, incantato, con il cuore che gli batteva forte: il castello, eccolo! Entrò, percorse i corridoi, le stanze, i saloni e vide, dappertutto, le persone addormentate, nello stesso atteggiamento di cento anni prima. Ancora una volta gli venne in aiuto la settima fata, che lo indirizzò verso la torre. Salì veloce tutti i mille e duecento scalini, arrivò lassù e, finalmente, vide colei che cercava: bellissima, addormentata accanto alla buona vecchina immobile. Si avvicinò cautamente. ., Tremava ed era felice. Baciò la bella principessa. Allora, l’incantesimo si sciolse. Lentamente, la principessa mosse le palpebre, apri gli occhi, SI svegliò dal suo profondo sonno e, con lei, tutto il castello si risvegliò: il cuoco riprese a muover il mestolo, il servo portò in tavola le tre bottiglie che teneva in braccio da cento anni, il re finì di grattarsi la testa, la regina completò il tocco ai suoi capelli, le mosche ripresero il loro volo. Anche i cani abbaiarono e tutti si rimisero in moto, dopo cento anni, come se niente fosse accaduto. Insomma, tutta la vita del castello riprese il suo corso, ma con in più un principe felice al braccio di una principessa sorridente. Furono celebrate le nozze ed i festeggiamenti durarono tanti  e tanti giorni. E il principe e la principessa vissero a lungo felici e contenti.

Ma cosa sarebbe successo se Aurora mentre era addormentata avesse digrignato i denti?  
Il principe le avrebbe dato lo stesso il bacio del vero amore per svegliarla?

Il bruxismo (digrignare i denti) interessa circa un bambino ogni dieci e l’incidenza è maggiore prima dell’età scolare. Niente di preoccupante ma potrebbe essere una sorta di campanello d’allarme del bimbo e, allo stesso tempo, una richiesta d’aiuto.

Qual è la causa del bruxismo?

Non è mai stata individuata un’unica causa a cui attribuire la comparsa di bruxismo. Di certo si sa solo che vi è una predisposione naturale a svilupparlo e che gli episodi di bruxismo sono sempre legati ai cosiddetti “micro-risvegli”, brevissime e improvvise interruzioni del sonno dovute ai più svariati motivi. Qualunque fattore disturbante si renda responsabile di micro-risvegli può dunque essere considerato una concausa.

Come si può rimediare?

La maggior parte dei bambini colpiti supera il bruxismo, ma una combinazione di verifiche da parte dei genitori e visite dentistiche può aiutare a mantenere sotto controllo il problema. Sia che la causa sia fisica o psicologica, è possibile controllare il bruxismo rilassandosi prima di coricarsi, per esempio con un bagno o una doccia calda, ascoltando per un po’ di minuti una piacevole musica o leggendo un libro.

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Inizia il nuovo anno con un sorriso

Per un 2017 migliore

visita di controllo gratuita per i nostri pazienti, grandi e piccini

 

Nel rinnovare a tutti quanti voi i nostri migliori auguri di un felice e sereno anno nuovo, vi informiamo che avete la possibilità di richiedere una visita di controllo gratuita presso la nostra sede, per te e il tuo bambino e iniziare così, nel migliore dei modi, il 2017. Sfogliando le varie sezioni del sito potrete imparare a conoscere meglio noi, le specializzazioni del Team e quella che è la nostra passione; il nostro lavoro.

Iniziare l’anno con un controllo può aiutare te e il tuo bambino ad affrontarlo nella maniera più corretta e sicura possibile. Prevenire l’insorgere di eventuali problemi causati, ad esempio, dalle festività appena passate, dove cibo e dolciumi hanno accompagnato la maggior parte di queste giornate, è la soluzione che può fare la differenza per il sorriso di tutta la famiglia.

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Le Storie della Buonanotte di Anzola Medika: Biancaneve

La storia di Biancaneve

La storia ha inizio quando una bimba dalla carnagione così chiara da meritarsi il nome di Biancaneve, si trova a dover vivere nel castello della sua matrigna Grimilde, donna tanto bella quando perfida e vanitosa. Grimilde, per paura che la bellezza della fanciulla oscuri la propria, la fa vestire di stracci per svolgere tutti i lavori più umili al castello; nonostante questo però, la dolcezza e bellezza di Biancaneve vengono notate da un Principe di passaggio e che se se innamora. La matrigna nel frattempo, consulta regolarmente uno specchio magico al quale chiede chi sia la donna più bella del reame, ricevendo sempre conferma di essere lei. Un bel giorno però lo specchio sentenzia che la donna più bella del regno sia ora Biancaneve. Grimilde non vedendoci più dall’invidia, incarica il suo fidato cacciatore di condurre la ragazza nel bosco e di ucciderla, ma l’uomo non volendo ubbidire agli ordini alla fine la fa scappare. Passati i primi attimi di disperazione, Biancaneve si incammina tra gli alberi fino a trovare una casetta; dopo aver bussato e dal momento che nessuno risponde, decide di entrare e la trova in assoluto disordine; con l’aiuto dei suoi amici animaletti conosciuti nel bosco, pulisce e riordina tutto, poi sfinita si mette a dormire. La casetta appartiene a sette nani Dotto, Mammolo, Pisolo, Gongolo, Eolo, Brontolo e Cucciolo, minatori di diamanti. Una volta tornati a casa e dopo i primi momenti di paura e perplessità, i sette nani accolgono Biancaneve e la invitano a restare con loro. Consultando lo specchio magico, Grimilde viene però a sapere che Biancaneve è ancora viva e decide di trovarla e ucciderla da sola; con un incantesimo di trasforma in una vecchina e porta con sé un cesto di mele avvelenate; giunta alla case di Biancaneve le offre una mela che fa cadere la ragazza in un sonno mortale. Nel frattempo i sette nani avvisati dagli animaletti del bosco, corrono in soccorso di Biancaneve e inseguono la strega che, nel tentativo di lanciare loro addosso un masso, cade in un burrone. Credendo che Biancaneve sia ormai morta, i nanetti la pongono in una bara di vetro nel bosco per il funerale; proprio in quel momento passa di lì il principe che già aveva visto la ragazza e si ferma a darle un bacio. Biancaneve allora si sveglia avendo il principe rotto l’incantesimo di Grimilde e dopo aver ringraziato tutti i nani, parte con lui per il loro futuro insieme. Un bel giorno però lo specchio sentenzia che la donna più bella del regno sia ora Biancaneve. Grimilde non vedendoci più dall’invidia, incarica il suo fidato cacciatore di condurre la ragazza nel bosco e di ucciderla, ma l’uomo non volendo ubbidire agli ordini alla fine la fa scappare. Un bel giorno però lo specchio sentenzia che la donna più bella del regno sia ora Biancaneve. Grimilde non vedendoci più dall’invidia, incarica il suo fidato cacciatore di condurre la ragazza nel bosco e di ucciderla, ma l’uomo non volendo ubbidire agli ordini alla fine la fa scappare.

Ma cosa sarebbe successo se Biancaneve avesse avuto i denti gialli? Sarebbe stata lo stesso la più bella del reame?

Da cosa dipende il colorito giallo nei denti dei bambini?
Cibo e bevande: il consumo di troppe bevande zuccherate può rimuovere lo smalto trasparente dei denti. Il consumo di quantità eccessive di zucchero (torte, cioccolatini, dolci, succhi di frutta zuccherati, bibite ecc.) può rimuovere il rivestimento esterno dei denti, che quindi si possono ingiallire. La saliva diventa acida (diminuisce il ph) e favorisce l’erosione dello smalto.
La carenza di vitamine A, C e D è un’altra causa alimentare del disturbo.
Come si può rimediare? È necessario lavare i denti almeno due volte al giorno. Con il tempo, anche un accumulo lento di placca si può manifestare con un ingiallimento dei denti.
Uno dei rimedi efficaci per sbiancare i denti è quello di mangiare una mela dopo un pasto. La mela agisce come una sostanza per la pulizia naturale e rimuove gli avanzi che rimangono attaccati ai denti. Quindi mangiare mele e frutta cruda con un contenuto elevato di fibre serve come una pulizia naturale per i denti.
Così per sbiancare i denti naturalmente bisogna mangiare frutta e verdura sane, soprattutto le fragole