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5 Cose da sapere riguardo l’ortodonzia dei bambini

1) A CHE ETÀ LA PRIMA VISITA?

L’American Association of Orthodontists, l’associazione ortodontica più importante al mondo raccomanda che ogni bambino faccia una prima visita da un ortodontista prima di compiere 7 anni. Un intervento nel momento più appropriato della crescita consente un risultato migliore e un tempo di terapia ridotto.

2) ABITUDINI VIZIATE

Una visita prima dei 7 anni consente innanzi tutto di identificare abitudini viziate che possono determinare o peggiorare una malocclusione. Tra queste le più importanti e frequenti sono il succhiamento di oggetti o dita, la respirazione orale e la deglutizione infantile.

Queste abitudini sbagliate devono essere corrette il più presto possibile.

Infatti mentre per le malocclusioni genetiche ereditarie l’apparecchio ortodontico è sempre necessario per correggere il problema, le malocclusioni acquisite che hanno origine dalle abitudini viziate possono spesso essere corrette semplicemente eliminando l’abitudine sbagliata che le determina.

Il succhiamento di oggetti (penne, matite, cuscini, coperte o altro) causa solitamente, se prolungato nel tempo, una asimmetria nella posizione dei denti ed una difficoltà delle arcate dentarie a combaciare correttamente.

L’uso prolungato del ciuccio o del biberon e l’instaurarsi della deglutizione infantile, così come il succhiamento delle dita (solitamente il pollice), causano una crescita eccessivamente verticale delle ossa mascellari e la formazione del cosiddetto “morso aperto” in cui si forma uno spazio tra i denti anteriori superiori ed inferiori che non riescono ad entrare in contatto nemmeno quando il bambino chiude la bocca. Ciò crea ovviamente l’impossibilità del bambino di addentare i cibi e gravi difficoltà di pronuncia.

La respirazione orale infine, oltre a causare problemi respiratori connessi alla maggiore frequenza di infiammazioni delle vie aeree e problemi gengivali dovuti a secchezza della bocca, causa una postura bassa e quindi sbagliata della lingua che non può correttamente esercitare la sua funzione di naturale stimolo alla crescita del mascellare superiore.

3) ORTODONZIA INTERCETTIVA

L’ortodonzia dei bambini è anche chiamata ortodonzia intercettiva perché il suo scopo è appunto quello di intercettare un problema affinché non si aggravi, diventando difficile o impossibile da correggere con le apparecchiature ortodontiche.

Spesso dopo la prima visita non sarà necessario alcun trattamento ortodontico e lo Specialista non farà altro che programmare una serie di controlli, semestrali o annuali, per seguire il vostro bambino nel corso della crescita e della permuta dei denti da latte.

In alcuni casi è tuttavia necessario intraprendere precocemente una terapia ortodontica per correggere difetti nella crescita delle ossa mascellari o problemi di spazio per i denti permanenti che dovranno successivamente erompere.

4) INDICATORI

Gli indicatori che possono segnalare la necessità per tuo figlio di vedere uno specialista in ortodonzia sono:

  • Perdita precoce o tardiva di denti da latte
  • Difficoltà a masticare o mordere
  • Digrignamento o serramento dei denti
  • Respirazione attraverso la bocca
  • Succhiamento del pollice dopo i 5 anni
  • Denti affollati o fuori posto
  • Una mascella che è troppo in avanti o troppo indietro
  • Denti sporgenti
  • Denti superiori ed inferiori che non si toccano o combaciano in modo anomalo
  • Un aspetto del viso sbilanciato

5) ORTODONZIA CORRETTIVA

Al termine della permuta dei denti da latte, una volta comparsi tutti i denti permanenti, è invece indicata quella che viene comunemente chiamata ortodonzia correttiva, perché ha appunto lo scopo di correggere in via definitiva i difetti di posizionamento ed allineamento dei denti di ciascuna arcata ed i rapporti delle due arcate tra loro. Può essere effettuata con apparecchiature fisse posizionate sul lato esterno dei denti, apparecchiature vestibolari, o sul lato interno dei denti, apparecchiature linguali.

 

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